‘Gli ibridi umani e alieni esistono’

a2Miguel Mendonça, scienziato esperto nel campo delle energie rinnovabili, è convinto dell’ibridazione tra umani e alieni.

Sono molti i casi eclatanti in cui testimoni (donne nel caso specifico), hanno dichiarato di essere state “addotte” da creature non umane, per ritrovarsi successivamente in dolce attesa. Alcune di loro, affermano anche che dopo i 9 mesi, il feto veniva regolarmente estratto per ritornare nelle mani dei legittimi proprietari. Storie che hanno dell’inverosimile per molti, veri e propri traumi per altri. Ma quanto c’è di vero in tutto questo? Per Miguel Mendonça, scienziato di Bristol e molto conosciuto in Inghilterra per il suo contributo nello sviluppo delle energie rinnovabili, la questione è davvero importante e da non prendere alla leggera. A quanto pare, questo nuovo tipo di “comunità del futuro”, ovvero gli esseri umani e alieni, si stanno sviluppando nella nostra società con un livello di coscienza e sensibilità di gran lunga superiore a quella dell’umano medio. Inoltre, il dottor Mendonça, ritiene di aver trovato dei “difetti” comuni negli ibridi con i quali è in contatto: tutti soffrirebbero degli stessi problemi neurologici.
La storia di Zed Khan
Zed Khan racconta di aver effettuato un tipo particolare di meditazione e di essere entrato in contatto con gli alieni.
Quando si parla di alieni ed extraterrestri, nella maggior parte dei casi, non si pensa certo a loro in termini “spirituali”. Per la scienza ufficiale infatti, l’impossibilità che sul nostro pianeta possa esserci vita aliena, deriva dal fatto che una civiltà dovrebbe percorrere distanze incredibilmente lunghe, senza poter superare per la teoria della relatività di Einstein, la velocità della luce. Eppure, un’altra corrente di pensiero ritiene che questi esseri evoluti sfruttino canali “alternativi”, muovendosi tra svariate dimensioni, tanto che alcuni credono possibile il contatto attraverso stati alterati di coscienza. È il caso di Zed Khan, di 47 anni, che afferma di essere riuscito attraverso la meditazione, ad entrare in contatto con entità aliene e di averne fotografata una. “Ho meditato tutta la notte per nove mesi per riuscire ad avere un contatto e alla fine, con la coda dell’occhio sono riuscito a vedere qualcosa e col mio telefono sono riuscito a immortalarlo. Ci si aspetta di vedere un disco, ma ho visto un essere che sembrava avere quattro gambe”, racconta Zed.
Il progetto CSETI
Non è la prima volta che vede qualcosa di “strano”, ma stando alla sua testimonianza è la prima volta che riesce a fotografarlo. Zed è un seguace dell’odiato e amato dottor Steven Greer, che ha fondato un’associazione chiamata CSETI. Secondo il CSETI, applicando un tipo particolare di meditazione è possibile infatti non solo entrare in contatto con queste entità, ma anche permettere la loro materializzazione sul nostro piano dimensionale. Anche essendo un medico in pensione, Greer non viene preso affatto seriamente dalla comunità scientifica, secondo la quale quello che fa non avrebbe alcuna base o fondamento per essere degno di essere giudicato.
Nel caso specifico di Zed Khan, ognuno può osservare la foto dell’uomo e farsi una sua idea, dato che a parte la sua testimonianza, non si ha nessun altro elemento per valutare la storia in questione. È fondamentale anche valutare e tener conto che, spesso e volentieri, ci sono fanatici che cercano quei 10 minuti di fama. Non sempre, per fortuna.

La ricerca degli ibridi di Mendonçaaa1

Miguel Mendonça ha iniziato questo tipo di ricerca molto particolare con la mente aperta, stando a contatto con otto soggetti che avevano impianti alieni nel loro corpo, e ritiene di essere arrivato a capire perché esseri di altri mondi sarebbero così interessati alla razza umana. “Cerco di stare il più possibile con i piedi per terra. Io sono un accademico, specializzato in energie rinnovabili, prima di fare un’affermazione devo esserne sicuro. Questi ibridi stanno innalzando le vibrazioni della gente e risvegliando le persone. Anche io ho iniziato questo processo, per me è innegabile”, afferma Mendonça.
Civiltà aliene ormai estinte: il nuovo studio su Astrobiology
Uno dei misteri che ha accompagnato e sicuramente continuerà ad accompagnare l’uomo (fino a quando non ci sarà l’inconfutabile prova) è se siamo o meno soli nell’Universo. Anche se migliaia di persone affermano di aver vissuto esperienze con esseri di altri mondi o addirittura di esserci costantemente in contatto, per la scienza ufficiale non esiste nessun segnale che lì fuori ci sia qualcuno oltre noi. Molti astronomi e scienziati però, pensando fuori dagli schemi, si chiedono costantemente se non ci sia una qualche civiltà che stia provando o abbia provato a contattarci. Secondo un nuovo studio pubblicato su Astrobiology, si potrebbe arrivare al bandolo della matassa, studiando i dati provenienti dalle scoperte dei pianeti extrasolari, iniziate nel lontano 1990. Secondo i ricercatori infatti, è altamente probabile l’Universo sia stato abitato in passato da forme di vita ormai estinte. Il responsabile della ricerca è il fisico e astronomo Adam Frank, professore presso l’Università di Rochester.
L’esistenza di civiltà aliene
“Il problema dell’esistenza di civiltà aliene nel nostro Universo è stato sempre ampiamente discusso. Conosciamo il numero approssimativo di stelle esistenti, ma non sappiamo quante di queste stelle possano aver avuto pianeti con vita, in quanto tempo si sia evoluta e soprattutto dopo quanto si sia estinta”, dichiara Frank. Gli scienziati modificando l‘equazione di Drake, sono giunti alla conclusione che è altamente improbabile che siamo soli nell’Universo e che quasi sicuramente esiste o è esistita una civiltà aliena da qualche parte, anche se, date le incredibili distanze è (ed è stato) quasi impossibile riuscire a comunicare con qualcuna di loro. “I risultati dimostrano che non siamo l’unica razza dell’universo che ha seguito un ciclo evolutivo, è già accaduto sicuramente in passato. Possiamo iniziare quindi ad analizzare il problema e a capire cosa porta una civiltà a vivere e svilupparsi per lunghi periodi di tempo e cosa no”, conclude Frank.
Anche se per alcuni scienziati è praticamente impossibile qualunque tipo di interazione con una razza aliena, è altamente probabile invece, che in qualche parte del cosmo, in questo momento, ci sia una civiltà evoluta che magari si sta ponendo la stessa domanda: siamo soli nell’Universo?

Il caso di Robert Frost-Fullington

Una delle testimonianze sicuramente più eclatanti è quella dello statunitense Robert Frost-Fullington. Il trentaseienne californiano, racconta che all’età di 5 anni esseri alieni impiantarono qualcosa sotto la sua lingua, per poi sperimentare negli anni successivi, moltissimi incontri ravvicinati. Il signor Frost, ritiene di avere il DNA di ben 4 razze aliene (“rettiliani”, di alieni provenienti da Sirio, dei “bianchi alti”, e degli “insettoidi”). “Quando la donna prescelta resta incinta, viene prelevata e creata una sovrapposizione genetica sull’embrione”, afferma Frost. Il motivo quindi di questi rapimenti e ibridazioni, sarebbe quello di un innalzamento della coscienza del genere umano, sviluppando un lato spirituale altamente sottovalutato.

Armando Rossi.

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