Ricerca sui fenomeni paranormali – dalla storia al futuro. Oltre il ghost hunting

Troppo spesso si sente citare il termine Parapsicologia identificandolo con pratiche che con questa ricerca nulla hanno a che fare.
Spiritismo e Parapsicologia sono ormai considerati quasi sinonimi ma erroneamente, sono cose distinte se pur collegate indissolubilmente ma su un piano pratico più che concettuale.
Senza il presupposto dell’esistenza “spiritica” non esisterebbe lo Spiritismo, esisterebbe invece la Parapsicologia che si addentra anche in altri ambiti di ricerca.

Il lettore curioso, o il ricercatore neofita in questo settore di studio, si imbatte spesso in termini quali:
Ricerca Psichica
Metapsichica
Parapsicologia
Cosa indichino in realtà queste parole è spesso spiegato in maniera confusa, ed ancora meno chiara è l’origine di questi termini. Certamente non coniati casualmente.

Il primo termine entrato in uso tra i ricercatori, per indicare la specifica ricerca oggetto di questo articolo, è “Ricerca Psichica” (psichical research).
Nel 1882 fu fondata in Inghilterra la prima società specializzata negli studi sulla parapsicologia: “Society For Psychical Research” (S.P.R.), i cui intenti erano quelli di investigare taluni fenomeni con metodica scientifica, senza pregiudizio, tentando di studiare, comprendere, provare e dimostrare i “fatti”.
Due anni dopo nasceva la A.S.P.R. in America, società che adotto il medesimo sostantivo per i suoi studi.

L’ingresso del termine “Parapsicologia”, nel campo di studio specifico, avvenne nel 1889 ad opera dello studioso tedesco Max Dessoir, c’è da sottolineare che il nuovo termine ebbe non troppa fortuna ed all’inizio non venne accolto di buon grado dagli altri ricercatori.

Per quanto riguarda il termine “Metapsichica” (dal greco: meta = oltre; psychè = mente o anima), questo fu coniato nel 1905 dal filosofo francese Charles Richet, premio Nobel per la medicina nonché scopritore dell’anafilassi (il fenomeno clinico alla base delle allergie) ed attento ricercatore impegnato nello studio dei fenomeni che oggi definiremmo ancora “paranormali”.
Questo termine fu adottato subito in quasi tutti gli ambienti di ricerca e solo negli ultimi 50 anni circa, è stato sostituito dal più noto “parapsicologia”.
Il successo del sostantivo “parapsicologia” è direttamente legato agli organismi che ne fecero uso, organizzazioni (ma anche ricercatori autonomi) che incentrarono la ricerca più sulla sperimentazione che sulla semplice osservazione e comprensione del fenomeno.
Si passò dunque a puntare su una multidisciplinarità della ricerca, utilissimi furono i contributi di altre materie quali la Fisica, la Chimica, l’Elettronica, la Medicina ed altre ancora essenziali per la “buona ricerca”.

Come nasce la Parapsicologia?
Se con tale termine si intende far riferimento all’osservazione di fenomeni “anomali”, “paranormali”, allora occorre tornare molto indietro nel tempo, alle narrazioni riportate nei testi sacri di antichi popoli che, spesso in forma romanzata, potrebbero benissimo riferirsi ad eventi oggigiorno oggetto di studio parapsicologico.
L’Antico Testamento, la Bibbia, è colmo di fatti che potrebbero essere ricondotti a Chiaroveggenza, Precognizione, Telepatia ecc..
Se prendiamo come esempio la vita e la storia di Mosè, descritta nel testo sacro sopra citato, potremmo scorgere descrizioni di “fatti miracolosi” che potrebbero essere rivalutati nell’ottica della parapsicologia.
Ad esempio, Mosè nel deserto farebbe scaturire l’acqua dalla pietra toccandola con la sua bacchetta, tutto ciò potrebbe far pensare alla “rabdomanzia” una pratica all’origine della più nota e scientifica (almeno in alcune parti del mondo) “Radioestesia”.
Sarebbe stato impossibile per un grande iniziato ai misteri di Osiride possedere simili conoscenze?
A mio parere no, ma è solo la mia modesta opinione e come tale vi prego di valutarla.
I Profeti, e le loro profezie, hanno da sempre affascinato l’uomo e lasciato un segno profondo nella storia.
Molto note erano le profezie degli Oracoli dei templi di Apollo, in Grecia, tra i quali il più importante era probabilmente quello di Delfi.
Dalle poche testimonianze pervenuteci in merito a queste profezie, è veramente difficile capire quali potessero essere fondate realmente su una dote paranormale rientrante nella parapsicologia, quale sul caso e quale sull’inganno vero e proprio.
Ad esempio una delle note profezie di Delfi fu indirizzata al Re Pirro che all’oracolo si era rivolto per conoscere l’esito della battaglia che avrebbe intrapreso contro i Romani.
La risposta fu: “Aio te, Aecida, Romano vincere posse”
La particolarità della frase e che potrebbe essere interpretata in due modi differenti:
1) Io dico, o figlio di Eco, che tu potrai vincere i romani
2) Ti dico, o foglio di Eco, che i romani potranno vincere
Questo si ha per l’effetto della particolare frase in lingua latina e certamente gli oracoli sfruttarono ogni risorsa pur di preservare la loro credibilità ed il loro ruolo.

Oltre a queste doti, che potremmo definire come “proprie dell’essere umano”, sono storicamente accertate anche narrazioni di cronache aventi per oggetto le discusse apparizioni spiritiche, le infestazioni di abitazioni ed altre conseguenze attribuite alla presenza dello spirito, o del fantasma come impropriamente ancora oggi si suppone, continuando a cadere in errore interpretativo del fenomeno ed utilizzando un termine del tutto sbagliato.
Lasciando la polemica giusto accennata, per adesso, mi pare doveroso citare almeno un esempio di quanto appena dichiarato.
Plinio il giovane, 1^ Secolo a. C., fa riferimento ad una casa di Atene presumibilmente infestata nella quale, tra rumori inspiegabili di vario genere, sarebbe stato visto un fantasma durante le ore notturne. Parrebbe che nell’abitazione si fosse consumato un atroce delitto e che proprio a questo fatto fossero riconducibili gli strani eventi.
Nel Medioevo non si contano le storie inerenti ad infestazioni diaboliche e manifestazioni del maligno di varia natura, certo come potrete immaginare intrise di fanatismo ideologico, alcune comunque abbastanza interessanti al fine di una sana ricerca.
Sempre in questo periodo possiamo rintracciare i principali racconti miracolosi legati alla vita dei Santi, ad esempio basti citare le stigmate di S. Francesco di Assisi, le premonizioni di S. Caterina da Siena, ecc.
Più vicini ai nostri giorni sono le profezie di S. Pio da Pietrelcina e le sue stigmate, le levitazioni attribuite a S. Giuseppe da Copertino, tutti fatti che la Parapsicologia studia, ha studiato, potrebbe studiare, con serietà e senza pregiudizio.
Come non citare le note profezie del medico francese Michele de Notre-Dame, meglio noto come Nostradamus?
Fatti come quelli descritti e moltissimi altri che sarebbe inutile citare, pur appartenenti a ciò che ancora è opportuno e doveroso definire ignoto, vanno al di la dello spiritismo, anche perché proprio sullo spiritismo ancora molti hanno le idee molto confuse, così come sulla ricerca in essere.
Molti si autodefiniscono ricercatori, esperti in parapsicologia e spiritismo, senza avere ne le basi teoriche ne le conoscenze pratiche per poter sperimentare seriamente in questo ambito.

Il periodo “sperimentale” vero e proprio della “parapsicologia” inizia nel 1700 circa.
Nel 1779 è opportuno citare gli studi del medico tedesco Antonio Mesmer sul “Magnetismo Animale”,.
Mesmer fondava la sua teoria miscelando studi medici, ricerche Fisiche e conoscenze astronomiche, sostenendo l’esistenza di un’influenza fra i corpi celesti, la Terra ed il corpo umano.
Lo studioso sostenne dunque l’esistenza di un non ben specificato “Fluido” in grado di poter accendere i processi di auto guarigione, se coscientemente indirizzato a tal senso.
La procedura operativa sugli “ammalati” si esplicava in una specie di rito che prevedeva luci particolari, suoni ben scelti ed una serie di altre pratiche che nel complesso favorivano l’auto suggestione se non l’autoipnosi, momenti nei quali molte malattie di tipo psichico (ossia legate più all’ipocondria o all’auto convinzione) sarebbero potute realmente guarire.
Le commissioni d’esame nominate fecero molti test per tratte le conclusioni sopra riportate e tra gli scienziati che studiarono il caso vi erano studiosi di fama internazionale, basti citare: Beniamino Franklin.
Dagli studi di Mesmer partirono importanti ricerche distinte sullo stato di sonnambulismo e, più avanti, sull’ipnotismo, stati nei quali sarebbe possibile, ad alcuni soggetti, acquisire facoltà paranormali quali chiaroveggenza, premonizione ecc..

Spostiamoci adesso nel 1840, anno nel quale un importantissimo fisiologo americano: Joseph Rhodes Buchanan, docente in ben quattro facoltà di medicina e scopritore della “Psicometria”, con questo termine si identifica la capacità di poter “misurare” l’anima.
Da questa prima scoperta e dai successivi studi, che apportarono numerose pubblicazioni tra le quali cito solo quelle derivanti dagli studi di William Denton, il fenomeno della Psicometria divenne oggetto di studio della parapsicologia.

Un anno importantissimo per la storia della ricerca parapsicologica fu il 1848.
Fu in quest’anno che presso il villaggio di Hydesville, nei pressi di Rochester (New York), qualcosa sconvolse la vita della famiglia Fox, composta da quattro membri: Padre, Madre e le figlie Margaret di 15 anni e Kate di 11.
Nella modesta casa di famiglia si inizio a creare un clima inquieto, soprattutto iniziarono ad essere avvertiti rumori anomali, colpi sulle pareti ed altri suoni ingiustificabili razionalmente.
La famiglia interpello gli amici più stretti e visto che soprattutto i colpi (raps) sembravano avere un origine intelligente, su consiglio di un certo Isaac si cercò di farli corrispondere a determinate lettere alfabetiche.
Senza saperlo, in quello stesso momento, la famiglia Fox diete origine ad uno dei movimenti più importanti di sempre nella storia della parapsicologia: Lo “Spiritismo”.
La tecnica creata, basata sulla corrispondenza tra colpi battuti e lettere, o determinate risposte preimpostate (ad esempio un colpo per SI e due per NO), venne chiamata “Tiptologia”.
Il 31 Marzo del 1948 è una data che sarà tramandata alla storia come giorno nel quale, la prima entità spiritica o spirito di un uomo defunto, avrebbe comunicato all’uomo tramite ciò che potremmo definire la prima seduta spiritica mai effettuata.
L’entità disse di chiamarsi Charles Ryan, affermò di essere stato vittima di omicidio e di essere stato sepolto in quella stessa casa 5 anni prima.
La famiglia Fox effettuò alcune ricerche al fine di verificare le informazioni ottenute e con gran stupore venne rinvenuto lo scheletro di un uomo sepolto proprio sotto l’abitazione.
La notizia fece prima il giro dello stato, poi si allargò a macchia d’olio tanto che l’interesse suscitato costrinse la famiglia Fox a traslocare in una nuova abitazione al fine di ritrovare un po’ di serenità.

La domanda che io mi pongo in merito a questa affascinante storia, supponendo che la famiglia ed i presenti fossero all’oscuro dell’esistenza dello scheletro, è la seguente:
Potrebbe essere stata una terza entità a manifestarsi con un nome di fantasia e rivelare la presenza delle ossa umane per un motivo a noi ignoto?
In pratica nessuno potrebbe garantire che l’essere manifestatosi fosse lo spirito del defunto rinvenuto successivamente, per quanto le coincidenze potrebbero indirizzare a tale, troppo semplice, conclusione.

Lo spiritismo ebbe, da questo momento, strada fertile ed il movimento si estese in differenti parti del mondo, anche in Europa, dove però si erano già condotti numerosi esperimenti sui “medium”.
Uno dei principali studiosi in quest’ambito fu il Dott. Justinus Kerner che prese in esame diverse “medium” tra le quali Mary Jane, sua domestica che manifestò doti sorprendenti in stato di ipnosi o semi coscienza.
I medium erano in grado di provocare differenti fenomeni molto interessanti nell’ambito dello studio parapsicologico:
Apporti ed Asporti;
Telescrittura
Voci dirette
Suoni di strumenti musicali senza che vi fosse contatto umano ecc..
Tutti episodi fatti risalire all’azione di un entità spiritica che, richiamata e sostenuta dalle doti paranormali del medium, potesse operare liberamente o quasi nella nostra realtà.

Queste ricerche, legate alla presunta esistenza di entità spiritiche e di notevole interesse nell’ambito parapsicologico, culminarono con la creazione di un movimento spiritista di cui Hippolyte Lèon Denizard-Rivail, noto oggi in tutto il mondo con il suo pseudonimo Allan Kardec, potrebbe essere considerato il padre fondatore.
Nel 1857, Allan Kardec scrisse il suo libro più importante, un vero e proprio capolavoro che riscosse interesse e successo in tutto il mondo, tradotto in diverse lingue ed ancora oggi oggetto di ristampe: “Livres des Esprits”.
Questo volume (Libro degli Spiriti), secondo l’autore fu scritto interamente sotto la dettatura di entità spiritiche, ovviamente invisibili ed ancora oggi è considerato il “testo sacro” della fede spiritista.
Kardec scrisse anche altri libri tra i quali cito solo il “Livre des Mèdium” (Libro dei Medium) datato 1861.

Dallo spiritismo trassero origine studi molto seri, basati proprio sul novello concetto fondato sulla presunta esistenza di entità spiritiche e soggetti aventi un qualche maggiore contatto con questi “esseri”.
Professori di chiara fama, come A. de Gasperin e M. Thury (professore di Fisica presso la facoltà di Ginevra) si dimostrarono interessati ai fenomeni legati direttamente alla “seduta spiritica”.
Nel 1860, un importantissimo scienziato, William Crookes (Scoperta del Tallio – Scoperta del tubo catodico per i raggi X) intraprese una serie di esperimenti scientifici su soggetti apparentemente dotati di capacità medianica, al fine di studiarne le dinamiche e giungere ad una conclusione logica in merito.
Questo illustre ricercatore fu propenso a confermare molti eventi di presunta origine paranormale, come l’apporto o l’asporto di oggetti, la perdita improvvisa ed inspiegabile del peso della materia (in date e rare circostanze) e soprattutto, lavorando con la medium Florence Chook, la formazione (materializzazione) di un essere femminile di cui si conservano alcune fotografie.
William Crookes si dichiarò più volte certo della genuinità dei fenomeni ma venne sempre criticato dal mondo accademico, come al solito troppo chiuso per poter anche solo accettare l’ipotesi dell’esistenza di taluni fenomeni.
Fortunatamente la grande importanza di Crookes, dovuta alle sue ricerche e scoperte scientifiche, preservarono lo stesso dall’ingiuria, come invece toccò ad altri suoi colleghi meno fortunati.

Il 20 Febbraio del 1882 prendeva vita la già citata S.P.R. (Society for Psichical Research) i cui membri erano quasi tutti professori o studiosi di chiara fama, basti citare Henry Sidgwick (Università di Cambridge, F. W. Myers (grecista presso la stessa Università), ed altri professori dotti in differenti materie.
Nel 1884 nbasceva in America la gemella A.S.P.R. (aAmerican Society for Psichical Research), Anch’essa meritevole di stima per via dell’importanza dei membri su cui poteva contare.
Le due società furono promotrici di numerosi studi ed inchieste pubbliche che portarono a deduzioni di notevole interesse nell’Ambito della Parapsicologia.
Nel campo dello studio sui fenomeni fisici prodotti dai medium, occorre citare quelli condotti sulla medium italiana Eusapia Paladino nel 1890.
Questa donna riusci ad attirare su di se l’attenzione dei maggiori esperti di tutto il mondo, per la varietà dei fenomeni prodotti e la nitidezza con cui gli stessi si manifestavano.
Levitazioni, Telecinesi, Ectoplasime, tutto questo fece discutere non poco gli esperti che si occuparono del suo caso, tra i quali Myers, Aksakov, Richet ed altri illustri personaggi.

Un’altra data da ricordare è il 1918, anno in cui fu fondato a Parigi l’Institut Mètapsychique International, dall’idea di Gustave Galey ed Eugène Osty.
Gli studi di questa istituzione portarono, nel 1922, ben 34 illustri studiosi (docenti universitari, medici ed altre importanti personalità) a firmare un documento da essi redatto, nel quale si dichiarava che i fenomeni telecinetici osservati dall’Istituto, erano indiscutibilmente reali.
Nello stesso anno nasceva un opera importantissima di Charles Richet: Traité de Mètapsychique.
Le ricerche di quest’ultimo spaziavano in ogni campo di questa ricerca, è doveroso citare il suo interessantissimo studio condotto sulla sensitiva Lèonie, caso studiato in collaborazione con Pierre Janet, allora ritenuto tra i migliori neuropsichiatri del mondo ed in tutto il mondo stimato.

Non si può parlare di parapsicologia senza citare Joseph Banks Rhine.
Questo studioso, nel suo laboratorio di psicologia presso l’università di Duke a Durham (North Carolina USA), cercava di dimostrare la veridicità della percezione extrasensoriale, utilizzando un metodo tanto semplice quanto geniale.
Il metodo Rhine si basava sull’utilizzo di strumenti basilari, le carte da gioco, già sperimentato con alcune varianti da altri illustri ricercatori (Ch. Richet o W. Barrett), la novità era determinata dall’applicazione del calcolo statistico che poteva dimostrare matematicamente la non casualità del fatto.
Rhine introdusse anche delle carte particolari dette “Carte Zener” (ideate dal suo collaboratore Dott. Carl Zener) o Carte ESP (Exra Sensory Perception).
Nel 1942, Rhine ed i suoi collaboratori (Roll, Pratt, Pearce, Greenwood, Stuart) applicarono metodi matematici per controllare le affermazioni inerenti la presunta capacità della mente umana di spostare oggetti materiali.
Fu in questa occasione che i ricercatori sopra citati coniarono il termine “Psicocinesi” (PK)

Da quanto detto si evince un interesse sano verso il campo di studi descritto e, l’intenzione di fornire un metodo di ricerca che potesse portare a considerazioni discutibili in ambito accademico, ossia in un ambiente poco incline a discutere dati ottenuti senza una precisa metodica scientifica.

Molti vorrebbero far apparire il ghost hunting come un ramo delle scienze parapsicologiche, fornendogli una valenza scientifica, purtroppo per molti gruppi oggi questa non è una realtà.
Lungi da me voler accusare qualcuno, come invece è stato inteso, o meglio dire frainteso, qualche altro mio intervento.
Il ghost hunting potrebbe realmente diventare una scienza?
Certo che potrebbe.
Quanti sono disposti ad accettare la critica e a migliorarsi, avvicinandosi così ad altri livelli di ricerca?
Pochi o nessuno.

Molti team si affidano ai medium per operare le loro ricerche. Nulla in contrario, anzi potrebbe realmente giovare ed io stesso mi sono rapportato con diversi medium nel corso degli anni.
Il problema è che il primo studio da condurre non dovrebbe essere con il medium a sul medium, solo dopo aver raccolto prove sufficienti sulla sua capacità “medianica” potremmo cercare di capire, ad esempio:
1) Da quanti anni la capacità è attiva
2) Quali parti del cervello sono attive durante il fenomeno medianico
3) Quali sostanze potrebbero manifestarsi nell’ambiente entro il quale il medium opera
4) Quali frequenze uditive riesce a percepire il medium
5) come apparirebbe il medium in fase attiva alla fotografia UV, IR, TERMICA ecc..

Questi dati, oltre che a fornire una protezione al medium stesso in caso di dibattito, sono utili a comprendere i meccanismi alla base della medianità, questo poiché ci troviamo di fronte a 2 possibilità
1) Tutti sono medium ma pochi lo sono coscientemente
2) Il medium è diverso dal comune essere umano a livello bio-fisico.

Alla prima ipotesi occorrerebbe mettere a punto una ricerca storica sul soggetto, al fine di capire cosa abbia potuto “accendere” la medianità e perché (spesso avviene a seguito di un forte trauma). Se si scoprissero le cause scatenanti, si potrebbe stimolare la facoltà anche in un soggetto X neutro.

Alla seconda ipotesi invece si dovrebbe rispondere con uno studio atto a comprendere se l’eventuale mutazione in atto sia la naturale evoluzione della specie o un alterazione dovuta a fattori X.

Quanti ghost hunters fanno studi del genere?
Quanti si affidano semplicemente al presunto medium senza neppure cercare di comprenderne la natura?
I miei sono suggerimenti e non critiche, ci tengo a ribadirlo, poiché è troppo semplice nascondersi dietro ad affermazioni del tipo:
“Bisogna crederci”, certo che bisogna crederci ma bisogna pure capirci qualcosa a mio avviso.

Uno degli errori principali dei ghost hunters, e badate che non voglio generalizzare ma è innegabile che l’80% dei gruppi non è in grado di mantenere una linea concreta ed incentrata alla comprensione e non solo alla “cattura” del fenomeno, è il mantenere un metodo standard in relazione ad un numero X di casi da studiare.
Esempio banale.
Perchè si utilizzano i rilevatori di campi elettromagnetici?
Senza prenderci in giro, si utilizzano perchè si crede che l’entità x sia formata o circondata da capo elettromagnetico rilevabile con il rilevatore.
Ma quali e quante entità potrebbero essere soggette a questa caratteristica?
Ipotizziamo che esistano solo 100 tipi di entità differenti, se solo 5 di esse rispondessero positivamente all’esame con il rilevatore saremmo comunque ad un punto moro, poiché altre 95 entità differenti potrebbero essere ad 1 metro da noi a farci le pernacchie, senza che noi possiamo rendercene conto.
Ciò potrebbe essere rapportato ad ogni strumento, poiché occorrerebbe invece comprendere la natura del fenomeno e creare strumentazione idonea a differenti possibili esseri.
In pratica catalogare, studiare ogni singolo ipotetico essere catalogato, sulla base dell’osservazione, cercare di determinare la natura bio-fisica dell’entità, creare lo strumento più idoneo.
Considerando sempre il limite multidimensionale, ossia la possibilità di registrare l’azione “spiritica” relativamente al suo palesarsi nella nostra stessa dimensione, per un arco temporale X.
Sbaglio nell’affermare che l’odierna concezione del ghost hunting non possa andare in questa direzione e quindi serve un cambio di rotta?

Aggiungiamo a tutto questo già confuso mondo dell’ignoto, la possibilità di:
Manifestazioni dovute a forme pensiero,
Proiezioni umane
Entità aliene
Interazioni anomale spaziotemporali ecc..

Come ovviare a tutto ciò?
Come creare un metodo idoneo?
Quali strumenti utilizzare?

Queste domande sono proprio alla base della ricerca, inutile anche solo ricercare senza porsi questi interrogativi, quindi, a quanti vogliano cambiare rotta.
Buona ricerca.

Mario Contino

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